The Fantastic Bestiary in Orientalizing Italy

13 January 2014

Workshop: The Fantastic Bestiary in Orientalizing Italy / Il bestiario fantastico di età orientalizzante nella penisola italiana

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In 7th century BC central Tyrrhenian Italy was already part of a wide distribution network at the Mediterranean level. The so-called Orientalizing phenomenon, on which a wide debate has recently taken place, is at the moment still the object of investigations with the aim to reach a better understanding of the extent of the direct and indirect contacts among the different Mediterranean areas. 

The evolution of an interestingly variegated fantastic bestiary in the Etruscan and Italic craft productions is perhaps one of the clearest aspects in this picture, which is characterized by a complex articulation and colours which blend into one another. The roots of these manifestations, created in the 7th century BC, can be recognized in particular in the lato sensu Oriental and Greek areas. The survival of these figurative cultures in the following century was to some extent guaranteed by and connected to the many local re-readings, which often freely re-elaborate foreign models, creating completely or in part new representations.

The project “The Fantastic Bestiary Orientalizing Italy” was set up in 2010 with the purpose of investigating, on the one hand, the ways in which the different forms of hybrids developed in the Orientalizing period in ancient Italy, and on the other hand, the traces left by this repertoire in the changed cultural climate of the Archaic period.  

The book Il bestiario orientalizzante nella penisola italiana, published in 2012 in the series Quaderni di Aristonothos, Scritti per il Mediterraneo Antico (Università degli Studi di Milano), aimed to raise scientific interest in the topic of the fantastic bestiary, and to present the first dossier of recent studies involving scholars that had come across this aspect of the Etruscan and Italic figurative cultures from different points of views and at different degrees of in depth analysis during their scientific investigations.

The workshop that will take place on the 13th January 2014 at the British School at Rome, organized in collaboration with the Università degli Studi di Milano – Aristonothos, Scritti per il Mediterraneo Antico, is part of this project and aims to discuss the book published in 2012, to present new studies on the topic and to think about the possibility of recognizing the deep meaning of these beings in the Etruscan and Italic cultures.

 

L’Italia centrale tirrenica nel VII sec. a.C. è ormai da tempo pienamente inserita in un ricco circuito di scambi e commerci a livello mediterraneo. Il fenomeno cosiddetto Orientalizzante, su cui si è dibattuto ampiamente anche in tempi recenti, è attualmente ancora oggetto di indagini approfondite, con il fine di giungere a un migliore discernimento dell’entità dei contatti diretti e indiretti esistiti con i diversi ambiti mediterranei.

In questo quadro, che presenta un’articolazione complessa e tonalità che spesso sfumano le une nelle altre, uno degli aspetti forse più evidenti e facilmente percepibili è l’evoluzione nelle produzioni artigianali etrusche e italiche di un interessante e variegato bestiario fantastico, che in buona parte affonda le sue radici in ambito lato sensu orientale e greco, ma la cui sopravvivenza nel corso del VII secolo a.C. e oltre è in un certo senso garantita dalle e legata alle differenti riletture locali, che spesso rielaborano liberamente i modelli allotri, dando vita a figurazioni parzialmente o del tutto nuove.

Il progetto “Il bestiario orientalizzante nella penisola italiana”, nato nel 2010, si proponeva in particolare di sondare le modalità con cui le forme degli ibridi si erano andate sviluppando nel periodo Orientalizzante nell’Italia antica, creando una nuova cultura figurativa e dando vita a un bestiario in parte genuinamente etrusco e italico, per il quale manca a oggi ancora una sistemazione complessiva. Di pari passo si volevano indagare le modalità con cui questo stesso repertorio aveva lasciato tracce nella variata temperie culturale dell’arcaismo.

Nel 2012 è stato creato con il primo volume della serie Quaderni di Aristonothos, Scritti per il Mediterraneo Antico (Università degli Studi di Milano), un dossier di partenza, con il fine di attirare ulteriore attenzione sul fenomeno e suscitare un dibattito, coinvolgendo studiosi che da diversi punti di vista (archeologico, storico artistico, antropologico, ecc.) e a diversi gradi di approfondimento hanno incontrato nella propria ricerca questo aspetto della cultura figurativa.

Il workshop che avrà luogo il 13 gennaio 2014 alla British School at Rome, organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano – Aristonothos, Scritti per il Mediterraneo Antico, si va ad inserire in questo progetto, avendo come fine la discussione sul volume edito nel 2012, la presentazione di nuove ricerche e, non da ultimo, una riflessione sulla possibilità di riconoscere i significati più profondi di queste figurazioni.